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Padiglione di Delizia

Varano (Parma) 1983 - 1986

Paolo Zermani.

Fotografie: Luigi Ghirri, Maurizio Negri

Si tratta della trasformazione di un vecchio rustico, un fienile, a servizio d'una antica casa di vacanza: una architettura concepita per guardare il paesaggio, progettata stando sul luogo per intere settimane, osservando il paesaggio cambiare.
Si chiamano occhi, nella pianura Padana, gli spazi contenuti tra un pilastro e l'altro dei portici: "un occhio di portico" è espressione comune.
Ed è bello che si parli di occhi istituendo un iniziale rapporto fra architettura e osservazione. Si è aggiunto un occhio di portico al fienile dismesso preesistente affinché ogni occhio osservasse un diverso punto di vista all'esterno. Nel frontone esterno principale, in direzione della campagna più intonsa, dove la strada si perde in un sentiero rurale di segnatura delle colture, l'occhio diventa boccascena.
In questa facciata privilegiata dell'edificio ci si rivolge verso una sorta di infinito, intaccato solo da un traliccio dell'energia elettrica.
Dall'esterno il boccascena lascia intravedere alcune narrazioni interne che segnano la doppiezza del rapporto tra edificio e paesaggio.
Luigi Ghirri ha compreso il valore di boccascena di questa facciata rivolta verso l'infinito e il valore degli occhi e ne ha fissato lo sguardo.
Le sue immagini parlano certamente più delle mie parole.
Osservando il Padiglione da lontano si può notare che l'architettura nasce da una sorta di metamorfosi del paesaggio naturale o costruito. Il paesaggio mentale è spesso in opposizione/integrazione ad esso, anche nel senso dei rapporti tra pieno e vuoto.
Molto ha aggiunto, in questa direzione interpretativa, Maurizio Negri, che in una sua foto assimila l'opera e un aratro.
Mi è cara questa immagine, dell'aratro che genera nuova vita scavando nella terra, e semplicemente capovolgendola.
In fondo questa è la stessa radicale definizione di novità data dal dizionario Larousse quando parla di rivoluzione: il movimento di un corpo che ritorna nello stesso punto dopo una rotazione di 360 gradi.

© 2017 by Zermani Associati

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