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Shoah Memorial

Bologna. 2015

Paolo Zermani, Eugenio Tessoni. Collaboratori: Rocio Fernandez Lorca

Teatro del vuoto

Due sono i temi espressi dal progetto per rendere eterna la memoria della Shoah.


Il primo tema è costituito dal riferimento, evidente nell'impostazione planimetrica, al corpo dell'uomo, alla entità costitutiva della sua struttura.

Questo riferimento è ottenuto attaverso la ripetizione, sui due lati della piazza, di setti di pietra disposti come una spina dorsale o un costato, a partire dai due gà esistenti, che vengono rivestiti e inglobati nel sistema rappresentato.

I setti, come stele, tracciano la geografia del corpo sula terra, una geografia non cancellabile, perchè alimentata dal rammento.

Il secondo tema, evidente nello sviluppo in alzato, attaverso cui il rammento si concreta, è costituito dal riferimento al teatro, un tema universale, ma anche particolarmente propio a Bologna (città dei Bibiena, i più grandi architetti del barocco teatrale italiano.)
Questo riferimento è ottenuto attraverso la specifica disposizione dei setti di pietra secondo una matrice prospettica, fino alla scena finale, aniconica.

Da quest' ultima sgorga con continuità un filo d'acqua.

Protagonista è il vuoto.

Il boccascena è sempre aperto sul dramma, un vuoto incessante e senza tempo, che non si chiude.

Il percorso, per chi sale e ridiscende la scalinata da Via Carracci, è così un viaggio nella vicenda dell'uomo e del suo corpo, che fissa perennemente la memoria della Shoah, eternandone l'attualità.

Lo spazio della piazza si trasforma in un grande spazio teatrale di pietra, in cui la vicenda della Shoah è rappresentata all'infinito.

© 2017 by Zermani Associati

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