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Progetto per il Grande Museo Egizio

Giza.  2002

Paolo Zermani.
Collaboratori: Giovanna Maini, Shun'ichi Ozawa, Eugenio Tessoni..

Il rapporto fra cielo e terra trova, nella antica civiltà egizia, un applicazione che l’architettura della piramide è chiamata a regolare, costruendo le sequenze spaziali per una mediazione tra la scala del reale e la scala dell’aldilà. La cosmografia complessa della piramide, che all’esterno emerge
traducendo in un prisma perfetto, di variabili dimensioni, ma di aspetto sempre monumentale, la fisicità delle dune, si svolge soprattutto in una intimità sotterranea.
Il sito del nuovo Museo , posto in fregio alla Cairo-Alexandria desert Road, all’Al Remaiah Housing, alla Military Istallation e allo Shooting club, mantiene un significativo rapporto visivo con le piramidi di Cheope, Chefren e Micerino. Una consistente e costante variazione della quota altimetrica, dalla Cairo-Alexandria desert Road verso la Al Remaiah Housing Area consente, risalendo il dislivello fino alla quota più alta, di apprezzarne progressivamente la veduta.
Osservando, da quel punto, verso est, si comprende come qualsiasi grande costruzione fuori terra risulterebbe inopportuna e qualsiasi confronto costruito risulterebbe patetico.
Il primo messaggio di architettura ,oggi, qui, coincide con la conservazione del paesaggio. Il progetto del nuovo museo si sviluppa completamente attraverso un percorso ipogeo, leggibile in sezione tra la quota più bassa (+ 25.00) verso la Cairo-Alexandria desert Road e la quota più alta (+ 65.00) verso l’abitato di Al Remaiah. Il visitatore attraversa una sequenza di spazi a diversi livelli e diverse altezze, illuminati da grandi lucernari.
L’orientamento del percorso di andata e ritorno tra la quota bassa e la quota alta,la terra e la luce, è derivato dall’allineamento prevalente delle piramidi esistenti in lontananza.
Il suolo è così inciso da tre elementi a base quadrata e dalle due fenditure costituenti l’ingresso principale e l’uscita in quota per l’accesso alla Open air exibition e la vista panoramica. La scelta di realizzare il progetto attraverso lo scavo costituisce il più significativo messaggio che il Nuovo Museo offre al visitatore.
Il valore dello spazio ipogeo rappresenta un elemento determinante della civiltà costruttiva egizia. La campagna napoleonica di scavo e rilievo dei monumenti egizi ha segnato, all’inizio dell'800, il principio di un flusso di misure che lega la storia delle Piramidi alla storia del mondo conosciuto.
La storia dello scavo archeologico del monumento è altrettanto significativa, in questo caso, della vicenda inerente il suo concepimento originario.
Il rapporto con la tradizione secolare degli Egizi e con la permanente memoria delle Piramidi si materializza in una architettura di forte impianto e di delicato impatto ambientale, tesa a reinterpretare la suggestione dell’abitare storico e a rispettare profondamente la qualità di ciò che è rimerso e di ciò che rimane .
Il paesaggio delle Piramidi si conserva intatto. Una silenziosa macchina museale custodisce i reperti archeologici e le loro misure, disponendoli
nello stesso suolo da cui provengono. Questo atto ha valore di restituzione, di matura disciplina della conservazione, di risarcimento.
Così la vicenda terrena e quella celeste, indissolubilmente legate nell’idea della civiltà egizia, costituiscono i riferimenti del messaggio culturale che il Museo esprime, determinandone l’architettura, in una combinazione assoluta tra suolo e cielo. L’itinerario interno ed esterno si rivolge a questi due elementi, fino alla vista delle Piramidi, esprimendo fortemente il confronto fra buio e luce.
Salendo o scendendo i diversi livelli del Museo si uniscono anche idealmente le diverse epoche della civiltà Egizia, le diverse età degli oggetti, in un flusso atemporale che è patrimonio della nostra civiltà matura. Un sistema di percorsi centrale regola la distribuzione degli spazi museali veri e propri. Due sistemi di percorsi laterali carrabili regolano la distribuzione degli spazi di servizio e sussidiari.

Gli spazi museali, collocati in direttà continuità, disposti su piani successivi, seguono l’andamento dal basso verso l’alto che costituisce il tema spaziale su cui il Museo è impostato.
Le differenze di quota segnano, anche dal punto di vista museografico, un utile riferimento alle differenziazione dei settori, come in una ideale scala di progressiva conoscenza della civiltà Egizia.
Le sale di esposizione trovano così posto con differenti altezze, come su una ideale sequenza di livelli, ma in continuità, al primo, secondo, terzo, quarto e quinto livello.
Il percorso espositivo si sviluppa nel modo seguente:
- al 1° livello: temporary exhibition, leisure activities
- al 2° livello: The Land of Egitto, Kingship and State, Archaeological Main Storage
- al 3° livello: Kingship and State, Main Society and Work
- al 4° livello: Religion, Curture, Scrives and Knowledge
- al 5° livello: Special exhibition
Gli spazi di servizio sono collocati nei piani sottostanti quelli espositivi e a lato rispetto agli stessi per quanto riguarda la zona d’ingresso governata dalla grande hall. Gli spazi commerciali, l’amministrazione e i servizi generali sono al primo livello così come la Scientific Research , la Security e l’Archaeological Storage. Spazi commerciali e amministrativi si sviluppano ancora a lato dell’area d’ingresso, sul secondo livello, dove si trovano, all’estremità opposta, l’Archaeological Main Storage la Conservation, quest’ultimi disposti anche sul livello superiore Il Museo è così un grande spazio fluido e modificabile, abitato dalla luce, che entra attraverso le piramidi rovesciate.
L’Open air exhibition è individuato in sommità al Museo, nel punto d’arrivo del percorso interno.
L’Equipped Park e il Nile Park sono individuati negli spazi esterni al Museo, ai lati dell’ingresso principale, alla quota + 25.00.
Il Theme Park e il Dunal Park sono individuati ai livelli superiori, su quote variabili, all’esterno del Museo, lateralmente all’uscita.
Le superfici a parcheggio possono essere ricavate, a loro volta, nel sottosuolo, scavando la zona pianeggiante a quota dell’ingresso, al fine di eliminare qualsiasi ingombro visivo.
L’intero edificio è da realizzarsi attraverso una struttura in calcestruzzo armato, internamente rivestita in pietra. I grandi lucernari saranno in vetro e acciaio.

© 2017 by Zermani Associati

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